Uno dei problemi più grossi che ho incontrato quando ho lavorato ad un progetto, ad una relazione, o ad un semplice file in modo collaborativo via internet, è il problema delle Concurrent Versions. Più persone lavorano assieme, diverse modifiche vengono effettuate, e fare avere queste diverse modifiche in modo “veloce” a tutti i collaboratori è spesso complicato, o perlomeno comporta tonnellate di email in copia. Allo stesso modo, è difficoltoso, disponendo di più macchine, magari in luoghi diversi e senza alcun server, avere sempre a disposizione su ogni macchina la copia più recente dei file.
Esistono (e ho provato) diversi metodi, a partire da CVS, passando per Google Docs e proseguendo in giù, ma nessuno che sia tanto semplice da essere usato da chiunque in modo veloce e automatizzato, che sia esteso a qualsiasi tipologia di file, o che non comporti delle clausole della serie “We’re not evil. Yet.”.
In tutto questo contesto si inserisce Dropbox. Sono passati oramai 5 mesi da quando sono stato invitato nel programma beta di Dropbox. Ho avuto modo di provarlo e di apprezzarlo, e di testarlo approfonditamente con altri tre miei colleghi durante un progetto dell’esame di Nomadic Communications. Ed ora, da un paio di giorni, è accessibile a chiunque.
Cos’è Dropbox
Quello che si propone Dropbox è di offrire gratuitamente uno spazio di 2 gigabyte ad ogni utente. Si installa un piccolo client sul computer (Mac/PC), che crea una directory in cui è possibile depositare tutti i propri files. L’applicativo di Dropbox che gira in background (vedi immagine sotto, l’icona azzurra nella menu bar) non fa altro che sincronizzare la copia locale sui server di Dropbox. Ogni volta che un file viene modificato in locale, in modo del tutto automatico ed entro pochissimi secondi, la modifica viene propagata sui server. Oppure, detto alla duepuntozzzero, “pushed into the cloud“. Il tutto con una codifica incrementale, andando ad aggiornare solo la parte di file realmente modificata, e quindi minimizzando la banda utilizzata.
Allo stesso account è possibile associare più macchine, in modo tale da tenere sincronizzati i file tra macchine differenti con una copia online, e allo stesso tempo è possibile creare sottodirectory da condividere con altri utenti, in modo tale da collaborare sugli stessi file. In questo modo, le modifiche effettuate da ogni utente in pochissimi secondi vengono propagate agli altri utenti. I quali, se sono offline, le riceveranno in modo cumulativo alla riconnessione.
Un’altra chicca offerta da Dropbox è il controllo di versione: se avete cancellato inavvertitamente un file, o se qualcuno dei vostri collaboratori lo ha fatto, potete, mediante il pannello di controllo, ripristinare una delle versioni precedenti. Allo stesso modo, se state effettuando una modifica, ma nel frattempo un collaboratore ha modificato a sua volta il file, venite notificati del conflitto e viene proposta la scelta tra diverse opzioni per ovviare al problema.
Infine, una interfaccia web pulita e lineare, per accedere ai dati anche da macchine non connesse all’account. Di seguito un paio di screenshot della directory locale e dell’interfaccia web.
La mia opinione
Come detto precedentemente, ho avuto modo di testare pesantemente Dropbox nella fase di beta, assieme ad altri tre miei colleghi, con i quali lavoravo su delle relazioni tecniche in formato .doc, su file di testo contenenti gli output del tool Iperf e su dei file sorgente per MATLAB.
Uno degli aspetti indubbiamente positivi è stato il supporto multipiattaforma. Abbiamo avuto modo di usare sia il client per Mac che quello per PC, usandoli su Leopard, XP e Vista, e la sincronizzazione è sempre avvenuta senza grossi intoppi. Qualche problemuccio si è presentato su Windows Vista, dove la sincronizzazione in downlink, ma soprattutto quella in uplink, avveniva con un certo ritardo rispetto agli altri client.
Funziona perfettamente dietro proxy, per il quale abbiamo fatto alcuni test connettendoci attraverso la rete wireless della Facoltà di Scienze dell’Università di Trento, sia per up e down tra due client dietro proxy, sia tra un client via proxy ed uno collegato da una ADSL commerciale.
Per il resto le uniche pecche (che in realtà non mi sono curato di osservare, data la natura beta del servizio ai tempi della mia sottoscrizione) potrebbero risiedere nella sicurezza. I file online NON SONO crittografati, sono protetti solo dalla password dell’account, e non ho avuto modo di verificare se la connessione avvenga tramite HTTP o HTTPS, anche se in realtà propenderei per la seconda ipotesi.
Come iscriversi
Nei mesi scorsi mi sono sempre riproposto di fornire qualche invito ai lettori di questo blog, ma quelli di Dropbox mi hanno battuto sul tempo. Dall’11 settembre la sottoscrizione è aperta a tutti e gratuita, e vengono offerti anche alcuni pacchetti a pagamento se volete maggiore storage. Se volete sottoscrivere un account gratuito, basta solamente andare qui e scaricare il client.












{ 4 comments… read them below or add one }
Ora c’è anche il client beta per linux, in perl mi sembra!
Io aspetto di vedere quanto costerà espandere lo spazio online, perché un pensierino ce lo farei.
@Jeby: da 2 a 50 Gigabyte per 9.99$/mese oppure 99.99$ l’anno. Qui: http://blog.getdropbox.com/?p=13
stica, ma una via di mezzo no? O_O
@Jeby: ehe… Purtroppo i prezzi son quelli… Ed è un peccato perchè il servizio di per sè è ottimo…